Libri

Vivere nella verità

Secondo lo scrittore e filosofo francese Albert Camus l’uomo è l’unica creatura che può rifiutarsi di essere quello che è, condizione che rende ogni individuo un potenziale ribelle. L’uomo può ribellarsi contro l’oppressione e la miseria; può ribellarsi contro una vita che gli sembra senza senso o priva di dignità. Ogni volta che un uomo si ribella è perchè ha oltrepassato la soglia della sopportazione. E’ come se dicesse: finora era ancora possibile sopportare, maora basta, mi difenderò. A questo punto è evidente che un ribelle non cerca sempre e solo il conflitto. Agisce perchè desidera proteggere qualcosa cui tiene molto e che considera prezioso. Chi denuncia l’ingiustizia vuole giustizia. Chi si oppone all’insensatezza, reclama un senso. Forse senza saperlo ogni ribelle è alla ricerca dell’amore, di una morale o di un qualcosa di sacro. Accanto a ogni negazione ha sempre anche un’affermazione […]
Il nome di Ulrike Meinhof è spesso associato al movimento del ’68 sinonimo di rivolta studentesca e ribellione giovanile […]
Tutte le altre ragazze di sua conoscenza discorreano di moda, lei invece di arte e letteratura. Ai suoi occhi, Ulrike aveva l’aspetto di un’intellettuale ma possedeva, al tempo stesso, fascino e femminilità. E poi gli appariva più matura e adulta delle sue coetanee. Potevano discutere per ore. Lei non diventava mai aggressiva, ma non scendeva a compromessi. Ulrike amava dicutere di libri, in particolare di quelli di Hermann Hesse, il suo autore preferito. Era affascinata da Knulp, il vagabondo del racconto omonimo, che vive alla giornata al difuori della società borghese e fa solo quello di cui è convinto […]
Proprio l’esempio del padre le instillava il dubbio se il percorso che stava compiendo fosse quello giusto. Perchè doveva fare quello che gli altri si aspettavano da lei? Non era possibile un’esistenza felice anche senza latino e matematica, senza diploma e carriera? Non è più importante "vivere nella verità", come diceva Kafka e come da sempre tentano di fare gli artisti? Ulrike ammirava gli artisti […]
Essere amante della verità e vivere in maniera autentica erano le qualità che Ulrike Meinhof associava agli artisti […]
Chi si definiva "di sinistra" era in genere molto poco interessato alle analisi economiche di Karl Marx, quanto piuttosto alle sue promesse utopiche. Il marxismo rappresentava il modello politico anitetico a tutto ciò che incarnava il "fascismo", ai crimini dei padri e dei nonni, e a gli obblighi e alle prepotenze della società contemporanea vissuti sulla propria pelle. Il marxismo era la speranza di una società in cui il diritto del più forte e il ptere del capitale avrebbero cessato di dominare, una società libera da ingiustizie, dalla ricerca forsennata del profitto e del lavoro alienante, una società per dirla in breve, in cui sarebbe stata possibile una vita degna di essere vissuta.

[Disoccupate le strade dai sogni – La vita di Ulrike Meinhof]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...