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I Signori. Le nuove creature

Events take place beyond out knowledge or control.
Our lives are lived for us.
We can only try to enslave others.
But gradually, special perceptions are being developed.
The idea of the "Lords" is beginning to form in some minds.
We should enlist them into bands of perceivers to tour the labyrinth during their mysterious appearances.
The Lords have secret entrances, and they know disguises.
But they give themselves away in minor ways.
Too much glint of light in the eye.
A wrong gesture.
Too long and curious a glance.
The lords appease us with images.
They give us books, concerts, galleries, shows, cinemas.
Especially the cinemas.
Through art they confuse us and blind us to our enslavement.
Art adorns out prison wall, keeps us silent and diverted and indifferent.
Dull lions prone on a watery beach.
The universe kneels at the swamp
to curiously eye its own raw
postures of decay
in the mirror of human consciousness.
Absent and peopled mirror, absorbent
passive to whatever visits
and retains its interest.
Door of passage to the other side,
the soul frees itself in stride.
Turn mirrors to the wall
in the house of the new dead.

Eventi accadono oltre la nostra conoscenza e controllo.
Le nostre vite sono vissute per noi.
Possiamo solo tentare di assoggettare gli altri.
Ma gradualmente, speciali travestimenti si stanno sviluppando.
L’idea dei "Signori" sta cominciando a formarsi in alcune menti.
Noi potremmo arruolarli in bande di precettori per viaggare nel labirinto durante le loro misteriose apparizioni notturne.
I Signori hanno entrate segrete,
ed essi conoscono travestimenti.
Ma si fanno scoprire dai particolari.
Troppo riverbero di luce nello sguardo.
Un gesto sbagliato.
Troppo lungo e curioso lo sguardo.
I Signori ci placano con immagini.
Ci donano libri, concerti, mostre, spettacoli, cinema.
Specie i cinema.
Attraverso l’arte essi ci confondono e ci accecano nel nostro asservimento.
L’arte adorna le mura della nostra prigione, ci rende quieti e divertiti e indifferenti.
Leoni depressi proni su una spiaggia acquitrinosa.
L’universo si inginocchia alla palude
per guardare curiosamente le proprie naturali
posture di decadenza
nello specchio della umana coscienza.
Specchio distratto e popolato, che assorbe
passivo qualunque visita
e trattiene il proprio interesse.
Porta di passaggio verso l’altro lato,
l’anima si libera in cammino.
Gira gli specchi verso il muro
nella casa del nuovo morto.

Non ci sono più "ballerini", gli indemoniati.
La divisione delgi uomini tra attore e spettatori
è il fatto centrale del nostro tempo. Siamo ossessionati
da eroi che vivono per noi e che noi puniamo.
Se tutte le radio e le televisioni venissero private
delle loro fonti di energia, tutti i libri e i dipinti
domani bruciassero, tutti gli spettacoli e i cinema chidessero,
tutte le arti dell’esistenza vicaria …
Ci accontentiamo del "dato" nella ricerca di sensazioni.
Siamo stati trasformati da un corpo che danza
sfrenato sulle pendici in un paio di occhi
sbarrati nel buio.

Il cinema è la più totalitaria delle arti.
Tutta l’energia e la sensazione sono assorbite dentro il cranio,
un’erezione cerebrale, il cranio gonfio di sangue.
Caligola desiderava un singolo collo per tutti i suoi soggetti
tanto che avrebbe decapitato un regno in un colpo.
Il cinema è questo agente trasformatore.
Il corpo esiste per il beneficio degli occhi;
diviene un fusto secco per sostenere questi due delicati gioielli insaziabili.

Distruggere soffitti, pareti, guardare al tempo stesso in tutte le stanze.
Dall’aria abbiamo intrappolato dei, con lo sguardo
onnisciente degli dei, ma senza il loro potere di essere
dentro menti e città mentre essi volano lassù

Poesie e considerazioni tratte da:
I Signori. Le nuove Creature
Le poesie di "Re Lucertola"

J. M.

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